Pane

"Piove, senti come piove..madonna come piove, senti come viene giù.." citazione cantereccia del buon vecchio Lorenzo Cherubini.
Settimana adattissima per questa hit targata 1994, quanto tempo!
Beh.. meglio non fare i conti, già il cielo è grigio e piove, se inizio a contare gli anni che mi separano da questa canzone.. mi prende male!
Eh sì, perché mettetela come volete, dite quello che vi pare, ma la giovinezza con tutti i dissidi interiori che porta con se, è la fase della vita che preferisco.
Incasinati sì, ma pronti a tutto, con tante possibilità che si aprono davanti a noi e molte di quelle potrebbe trasformarsi in reali opportunità.
L'ebbrezza di sentirsi forti, quasi invincibili, paladini di diritti e poi magari confusi quasi da non sapere bene cosa si vuole, ma quello capita anche dopo gli anta!
Sono del "partito" di quelli che: <<se tornassi indietro (col senno di poi) alcune cose le cambierei eccome!>>
Le persone che dicono: <<io rifarei tutto daccapo>> le ammiro, io cambierei.
Non aiuta pensare a quello che si poteva fare e non s'è fatto, però ho l'onestà di ammettere che qualcosina quà e là, la ritoccherei ben bene.
Ad ogni modo nei ruggenti anni '90 mia nonna impastava ancora il pane a mano e cuoceva tutto nel suo forno a legna, il pane è una cosa speciale.
Nella panificazione c'è davvero una magia e non è data solo dal processo chimico e fisico che ci permette di ammirare la crescita della ''nostra creatura'' ma c'è dietro un mondo di riti, di memorie e di profumi che ti restano attaccati alla pelle, se hai la fortuna di assistere in prima persona a questo miracolo.
L'odore della farina, i teli di lino puliti e un po' rigidi, il segno della croce prima di iniziare ad impastare e l'odore del lievito.
Così, forte di questi ricordi e del mio lievito madre ben in forza, ho voluto provare a fare il pane nel mio timido forno elettrico, che di certo non raggiunge le temperature del forno a legna ma se la batte bene.
Non è la prima volta che faccio il pane, ma di sicuro la prima che panifico con un lievito madre, che ho curato per giorni.
Pazienza tanta e anche paura, c'è sempre l'incognita del patatrac e in questi casi la delusione è dietro l'angolo. 
Quando ci metti tanto del tuo in una cosa, ti aspetti di vedere dei risultati o un segno, che la direzione presa sia quella giusta.
E quando sbirci sotto i teli, dove hai riposto l'impasto e vedi che inizia a lievitare.. ti si apre un sorriso istantaneo sul volto e di colpo ti senti una bambina che riesce nel suo gioco preferito.
Mentre impasto, senza l'aiuto di nessun robot da cucina, ma con la sola forza delle braccia, ogni volta mi chiedo: quanta forza doveva avere mia nonna che di solito faceva una decina di pagnotte in un'unica soluzione?
Ed io, per mezzo chilo di pane, mi dico... può bastare o impasto ancora?
Una bella fatica, perché il pane va lavorato, va manipolato, stirato, battuto e poi riposa lungamente, soprattutto se usate il lievito madre.
Ed ecco il mio profumato risultato... croccante fuori e morbido dentro, ottimo con una fetta di salame, un filo d'olio extravergine d'oliva e divino per fare la scarpetta in un buon sugo!


Pane



Ingredienti

550 GR DI FARINA DI GRANO TENERO BIO "0" (più un po')
250 GR DI LIEVITO MADRE
250 ML CIRCA DI ACQUA TIEPIDA
1/2 CUCCHIAINO DI SALE FINO


Occorrente
PLACCA DA FORNO
CARTA DA FORNO
SPIANATOIA
RECIPIENTE
TELI DI COTONE
TELO DI LANA
SETACCIO

Per cominciare setacciate la farina.

Versate la farina sul vostro piano di lavoro, create un anello al centro e mettete il vostro lievito madre, iniziate ad aggiungere acqua tiepida poco alla volta e cominciate ad impastare raccogliendo pian piano la farina dai bordi.
Dovete incorporare all'impasto tutta la farina, dal momento che molto dell'assorbimento dell'acqua dipende dal tipo di farina che utilizzate, non abbiate fretta a versare tutta l'acqua.
A metà impasto, quando è ancora appiccicoso, versate il sale e continuate ad impastare.
Dovete ottenere una pasta morbida, uniforme e liscia, potete aggiustare con un po' di acqua in più o farina.
A questo punto allungate l'impasto rotolandolo sul piano con entrambe le mani, come a creare un filone, tirate la pasta e arrotolatela su se stessa. 




Poi allungate ancora l'impasto e ripiegatelo due volte a libro, fate queste operazioni due o tre volte.




Battete la pasta sul piano e poi create una palla, rimboccando i bordi dell'impasto sotto, come si fa con le lenzuola.
Praticate un taglio a croce sull'impasto e mettetelo a riposare in un recipiente infarinato coprendo con due teli di cotone pulito.





A questo punto potete posizionare l'impasto nel forno spento, ma con la luce accesa la temperatura che si crea in questo modo si aggira intorno ai 25° gradi ottima per favorire la lievitazione.
Oppure potete mettere il contenitore coperto da teli di cotone ed un telo o una copertina di lana, in un posto al riparato da correnti d'aria.

Trascorse circa 4 ore, quando l'impasto sarà raddoppiato di volume, accendete il forno a 230°. (Ovviamente se avete posizionato la pasta a lievitare dovete toglierla quando accendete il forno!)
Il forno deve essere acceso almeno 40 minuti prima di infornare il pane.

Con molta delicatezza, staccate l'impasto dal contenitore, posizionatelo su una placca foderata con carta da forno e fate cuocere a 220° - 230° gradi per 40- 45 minuti.
Quando sarà bel colorito, tiratelo fuori e fatelo raffreddare bene, poi assaggiate.. ne sarà valsa la pena!


Pane


Consigli
Vi suggerisco di infornarlo nella parte bassa del forno, la spinta di calore dal basso favorirà una migliore ricrescita del pane.
Potete conservare la pagnotta avvolta in un telo di cotone dentro una busta di carta ma all'interno di un pensile, se invece non lo mettete in un luogo chiuso sempre in un telo di cotone e poi in una busta di plastica, in entrambe i casi si conserverà fino a 5 giorni.


Con questa ricetta partecipo al contest "Il piatto della nonna"del blog Cucinando con Paola.




Commenti

  1. Buongiorno la foto della nonna non è importante..mi bastano i vostri ricordi e una bella ricetta. Questa pagnotta di pane ha una bella crosta dorata ed è morbidissima poi con il lievito madre sarà fantastico. Vado ad inserirlo nell'elenco e se vuoi mandarmi altre ricette ti aspetterò. Grazie a presto!

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  2. Laura io invece non tornerei indietro ho avuto una giovinezza per carita' felice ma piena di incertezze.. oggi ne ho sempre ma ho trovato una stabilita' e questo ma rende piu' sicura e serena:)
    come facevano le cose le nonne e' fantastico!!! e anche tu sei davvero brava sto ammirando la tua creatura cosi' perfetta e immagino buonissima!!!
    un bacio

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    1. Incertezze, tante sia prima che ora.. ma la vibrazione forte della gioventu' (non che ora sia decrepita!) la trovo impagabile!
      Le nonne.. una bella invenzione..
      Bacio a te

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  3. Complimenti, il tuo pane ha un aspetto davvero fantastico!

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  4. Stamani ho scritto un post iniziando con un pezzo di canzone di Max Gazzè ma ero indecisa su questa di Jovanotti!!! :D
    Bello questo post sul pane, anch'io ho il mio Vito-Liè (leggi lievito madre) e mi diverto a fare esperimenti! Simo

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    1. Con questo tempo, la canzone di Lorenzo va da sè...
      A presto!

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  5. Risposte
    1. Il profumo del pane appena sfornato.. non ha eguali!
      A presto..

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  6. Bellissimi i ricordi, le sensazioni e le emozioni che accompagnano questo post e stupendo il tuo pane fatto con amore. Non c'è niente in cucina che mi regali la stessa emozione e la stessa gioia dello sfornare il pane :) Un bacio, buona settimana

    P.S. sono del tuo stesso partito. Se potessi tornare indietro cambierei quasi tutto!

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    1. Grazie Federica, capisco quello che dici.. sia a proposito del pane che del resto..
      Un bacio

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  7. Posso averne una bella fetta con su spalmata un saaaaaaaaacco di nutella? :D
    Buon pomeriggio!

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    1. Finito purtroppo!
      Io ho osato con burro e marmellata.. niente male
      Buon pomeriggio a te!

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