giovedì 10 aprile 2014

Risolatte con fragole

Mancano dieci giorni a Pasqua, il tempo non si è stabilizzato e giornate di sole caldo, si alternano a giornate di nubi e piagge improvvise.
Guardo il calendario, mi accorgo che c'è qualche giorno di ferie, che potrebbe essere sfruttato per staccare dalla routine: andare, visitare e riposare la testa, non solo il corpo.
Pasqua, il ponte del 25 Aprile e quello del 1 Maggio.
Per qualcuno, vacanza è: stare in panciolle al riparo dai rumori, lontano da tutti, magari immersi nella natura, in una casa oppure in una tenda da campeggio, senza dover render conto a nessuno.
Per altri è: scoprire nuove città, musei, palazzi e altre culture, volando in qualche capitale europea.
Per altri ancora.. è tornare in posti conosciuti, magari nei luoghi dell'infanzia e respirare un po' di quella leggerezza che ormai è dissipata, dal tempo e dalle responsabilità.
Vacanza per me è fare cose totalmente diverse da quelle che faccio nella quotidianità, per esempio: niente spesa, niente cucina (almeno non fatta da me), niente pulizie, lontano dai soliti discorsi, lontano dai problemi di lavoro e non lavoro, magari in un luogo nel quale non capisco la lingua e comunico con gli altri nel mio improbabile inglese, per ottenere informazioni essenziali e conoscere persone nuove.
Farmi coccolare da un bel posto dove alloggiare, prendermi del tempo per quello che mi piace: una lunga colazione, passeggiare per strade sconosciute, niente auto e problemi di parcheggio, stupirmi per una bottega di artigiani, impallidire di fronte ad un palazzo di architettura indefinita (almeno per me!) gustare cibi nuovi, ma soprattutto, condividere tutto questo con la persona, o le persone che vorresti avere con te in quel momento.
Mentre fantastico su ipotetici viaggi, che forse verranno o forse no, preparo un dessert semplicissimo e fresco, con ingredienti semplici, senza creare troppo trambusto in cucina.
Potete farlo anche voi, a patto che amiate: latte, riso e frutta fresca.
Un risolatte profumato alla vaniglia, con fragole di stagione e.. un attimo di relax!


Risolatte con fragole 





Ingredienti
per 4 persone

Per il risolatte
400 ML DI LATTE FRESCO (preferibilmente intero)
50 GR DI RISO ARBORIO o ORIGINARIO
25 GR DI ZUCCHERO SEMOLATO
1/2 BACCA DI VANIGLIA BOURBON
1 PIZZICO DI SALE FINO

Per la guarnizione
150 GR DI FRAGOLE FRESCHE
1/2 LIMONE piccolo
60 GR DI ZUCCHERO SEMOLATO

Occorrente
PENTOLINO con fondo spesso
SPREMIAGRUMI
RECIPIENTE


Per cominciare pesate tutti gli ingredienti.
Lavate e tagliate  le fragole a pezzetti, mettetetele in un recipiente con il succo del mezzo limone spremuto e lo zucchero, mescolate e lasciate macerare.

In un pentolino versate il latte e il riso, la mezza bacca di vaniglia incisa nel senso della lunghezza, un pizzico di sale e cuocete a fuoco medio, fino a quando non raggiunge il bollore, a quel punto abbassate il fuoco al minimo e fate andare fino a che il riso non avrà assorbito tutto il latte, mescolando di tanto in tanto, soprattutto verso la fine cottura.
Spegnete il fuoco, eliminate il baccello di vaniglia, aggiungete lo zucchero e mescolate bene con un cucchiaio, lasciate raffreddare circa 20 minuti prima di comporre i vostri dessert.
Prendete i bicchieri, versate in ciascuno un cucchiaio abbondante di risolatte, poi un cucchiaio di fragole, di nuovo il risolatte e terminate con le fragole, mettete in frigorifero per almeno 1 ora prima di servire.

Risolatte con fragole 


Consigli
Se non avete la vaniglia o non vi piace, potete profumare il latte con una scorza di limone, non trattato.


lunedì 7 aprile 2014

Un angolo d'oro

Una domenica di primavera, una riunione tra vecchi amici che non si incontrano da anni e un posto d'oro ad incorniciare il tutto.
Immerso nella verde campagna dell'alto lazio, c'è un posto meraviglioso, dove riconciliarsi con la natura e con se stessi.
Borgodoro è un'agriturismo a conduzione familiare, ma non solo, è anche un'azienda agricola che offre ai suoi ospiti i propri prodotti, di ottima qualità, il tutto condito da una cortesia e un garbo straordinari.
Arrivare in questo posto, che si trova a circa 60 chilometri da Roma, nel comune di Magliano Sabina, quasi al confine con l'Umbria, è come arrivare in un'oasi di pace: natura, silenzio e cose genuine.
E' un posto nascosto, non a caso i proprietari amano ospitare chiunque abbia amore e rispetto per la natura e per chi la vive, è un posto da preservare; per questo per raggiungerlo non troverete mille insegne e cartelloni lungo la strada, anche se avrete tutte le indicazioni del caso sul sito, di cui vi lascio il link qui, per capire meglio di cosa parlo.
Chi ama il cibo, chi cerca l'eccellenza e la genuinità, non può non segnalare quei posti dove si cerca di raggiungere l'obiettivo di armonizzare al meglio la qualità della tavola con il rispetto per la terra e per i luoghi, così vi lascio con qualche foto scattata, poche a dire il vero, ma quando ti trovi in questi posti.. stacchi con tutto e ti godi la giornata.
Una pausa per rigenerarsi anima e corpo dallo stress quotidiano.



La casa madre

La bellezza di mangiare all'aperto

Un angolo per il relax

mercoledì 26 marzo 2014

Pavlova alle fragole

Siamo a Marzo, quindi non imbronciatevi per la pioggia e il clima che strizza di nuovo l'occhio all'inverno, si sà com'è questo mese di transizione.. un po' pazzo, instabile, deve decidersi al cambiamento.
In fin dei conti non a tutti piace cambiare d'improvviso e Marzo, si trova tagliato metà, per una parte è inverno e per l'altra è primavera.. c'è da capirlo!
Così, cerchiamo di mettere la primavera nel piatto, qualcosa di leggero, frutta e verdura di stagione, qualcosa che ci metta di buonumore.
E io ci provo con un dolce che mi ricorda una nuvola e con una storia, che è più una leggenda.
Pavlova...
Un guscio di meringa morbidissima che racchiude panna fresca e frutta di stagione, cos'altro aggiungere?
L'origine di questo meraviglioso ed elegante dessert non è molto chiara, è in corso una diatriba sul luogo nel quale venne creato il dolce, la cosa certa è che fu fatto in onore della famosissima ballerina di danza classica Anna Pavlovna Pavlova, di origini russe.
Anna Pavlova era una tra le ballerine più note dei primi del '900, grazie anche alle numerose tournée che la portavano in giro per il mondo e pare che si trovasse nell'emisfero australe, quando uno chef di Perth (Australia) o uno chef di Wellington (Nuova Zelanda) intorno al 1926, creò questo dolce ispirandosi alla grazia e ai costumi della ballerina.
Ad ogni modo, siamo grati alla signora Pavlova e allo chef che restò ammaliato da tanta bellezza e creò un dessert che vale la pena provare, almeno una volta!
Non sono un'amante dei dolci stucchevoli, ma una fetta di Pavlova mi conquista sempre.
Sarà la morbidezza della meringa, la freschezza della panna e la punta acidula delle fragole, una leggera scioglievolezza alla quale è difficile resistere!


Pavlova alle fragole






Ingredienti
per 4 - 6 persone

Meringa
100 GR DI ALBUMI TEMPERATURA AMBIENTE
100 GR DI ZUCCHERO SEMOLATO
100 GR DI ZUCCHERO A VELO
1 CUCCHIAINO ABBONDANTE DI AMIDO DI MAIS
1 CUCCHIAINO RASO DI ACETO BIANCO DI VINO o DI MELE
SEMI DI 1/2 BACCA DI VANIGLIA BOURBON
1 PIZZICO DI SALE FINO

Per guarnire
200 GR DI FRAGOLE FRESCHE
250 GR DI PANNA DA MONTARE FRESCA
2 CUCCHIAI DI ZUCCHERO A VELO

Occorrente
SBATTITORE o PLANETARIA
PLACCA DA FORNO
CARTA FORNO
SETACCIO


Per cominciare pesate tutti gli ingredienti.
Lavate e mettete ad asciugare le fragole, prendetene circa la metà (quelle meno perfette) fatele a pezzetti piccoli e mescolateci un cucchiaio di zucchero a velo, lasciate da parte.
Incidete la mezza bacca di vaniglia, mettete i semi nello zucchero a velo, nel quale avrete setacciato anche il cucchiaino di amido di mais.
Accendete il forno a 90°gradi statico.

In un recipiente pulito e asciutto mettete gli albumi, un pizzico di sale ed iniziate a montare quando il composto diventa molto schiumoso e inizia a gonfiare, versate lo zucchero semolato, continuando a lavorarlo senza interruzione.
Montare per circa 4 - 5 minuti poi aggiungete il cucchiaino di aceto e lo zucchero a velo con l'amido di mais e i semi della vaniglia, poco alla volta, continuando a sbattere per almeno altri 5 minuti, quando il composto sarà omogeneo e molto lucido, sarà pronto.
Versate il composto su una placca rivestita di carta forno e con l'aiuto del cucchiaio distribuite il composto a nido, facendo un cerchio con i bordi esterni più alti rispetto alla parte centrale, più bassa.



Infornate a 90° gradi per circa 3 ore, la meringa deve asciugare non cuocere, deve rimanere croccante fuori e molto morbida all'interno, non deve ingiallire ma restare bianca.
Trascorso il tempo, fate raffreddare bene la meringa, lasciate passare almeno 1 ora prima di toccarla o rischierete di romperla, è molto delicata.
Montate la panna fresca con un cucchiaio scarso di zucchero a velo (se non è già dolcificata) e lasciate da parte.
Mettete la meringa sul vassoio da portata, versate la panna al centro aiutandovi con un cucchiaio, mettete le fragole intere a testa in giù, facendo un cerchio tra la panna e l'inizio della meringa e nel mezzo del cerchio versate le fragole a pezzettini, condite in precedenza con lo zucchero a velo.
Servite e godetevi quest'attimo di dolcezza!

Pavlova alle fragole



Consigli
Tirate fuori le uova dal frigorifero almeno mezz'ora prima di lavorarle.
Importantissimo separare alla perfezione gli albumi dai tuorli, senza far cadere questi ultimi nei primi o ne andrà della buona riuscita della montata.
Se volete potete mettere il forno (sempre statico) a 100° gradi e cuocere la meringa per 2 ore e 30 circa, ma fate attenzione verso la fine o rischierete di ingiallire la meringa.
Questa tipo di meringa è morbidissima all'interno, l'effetto è voluto.
Scegliete una panna fresca di buona qualità, non dolcificata.




venerdì 21 marzo 2014

Brownies panna montata e primavera!

La Primavera è ufficialmente arrivata.
Stagione di.. risvegli, colori, stanchezza, allergie, cambi di stagione.. dei primi tentativi di dieta, della voglia di partire (quella ce l'ho sempre!) e di una sana leggerezza.
Mentre guardo il cielo, che diventa grigio con l'andare delle ore e pare fare una pernacchia al bel tempo, penso al week end in arrivo e alla voglia di cioccolato con la quale mi sono svegliata stamattina ed è tempo di porre fine a questa voglia.
Come?
Soddisfandola!
Rovisto in dispensa e decido di fare un dolce al cioccolato, qualcosa di veloce e perfetto per risolvere il "problema":  dei Brownies!
Vecchia ricetta e sempre ottimo risultato, dulcis in fundo, nel frigorifero, mentre prendo burro e uova per mettermi all'opera, trovo della panna fresca, il massimo!!!
Vi auguro buon week end, sole o pioggia che sia, la bella stagione è arrivata e una coccola dolce per festeggiarla, ci sta!



Brownies con panna



Brownies con panna




La ricetta la trovate qui




martedì 18 marzo 2014

Soufflé di zucca e robiola con crema di fave fresche e mentuccia romana.. ciak prima!

Soufflé..
Questa la sfida di Marzo dell'Mtc, proposta da Fabiana che non è soltanto una foodblogger ma una cuoca, una chef, una professionista del settore, da lei non potevamo aspettarci una sfida diversa.
Il soufflé, diciamolo apertamente, non è la base della cucina casalinga Italiana, non lo si mangia abitualmente, molte persone che conosco, bravissime cuoche per passione, non si sono mai cimentate in un'esperienza, che definirei mistica, come quella di preparare un soufflé.
E' una preparazione che necessita di qualche attenzione in più e di qualche preghiera, per ottenere un ottimo risultato finale.
Una nuvola che si gonfia, un'interno soffice e umido, sapori che si spandono sul palato al primo assaggio, bisogna provare per sapere di cosa parlo.
La prima volta che ho sentito parlare di soufflé, è stato molti anni fa, in un notissimo film con Audrey Hepburn: "Sabrina"..chi non lo conosce?!
La scena del soufflé, è molto divertente e non racchiude solo l'essenza magica che riguarda questo piatto, ma anche quello che da sempre penso sulla cucina: mettiamo un po' di noi dentro ogni piatto che prepariamo e volente o nolente, ci infiliamo anche il nostro stato d'animo.
Penserete che sto esagerando, ma capita spesso che se sono triste o allegra, lo stesso piatto con gli stessi ingredienti venga diversamente e parlo di una casistica monitorata nel tempo!
Sta iniziando a venir fuori il pizzico di follia che mi contraddistingue, sorry...
Ma torniamo a noi..
Solo una volta, anni fa, avevo tentato di cimentarmi nel soufflé, ricetta con una base classica e formaggio, senza troppe cure o accorgimenti avevo azzardato, un fiasco totale, quindi l'ho rimossa, non la considero e parto dalla ricetta di Fabiana per iniziarmi al Soufflé, con tutti i crismi.
La mia proposta, un soufflé con zucca e robiola, accompagnato da una crema vellutata di fave fresche e mentuccia romana.
Ho scelto la zucca di chioggia, che secondo me è meno acquosa di altri tipi (ma forse sbaglio non sono una chef!) ed ha una consistenza corposa e un sapore più intenso, amalgamata ad un formaggio morbido come la robiola con la sua punta acidula, abbinato ad una nota di freschezza data dalle fave novelle, perfette con la mentuccia romana.
Il soufflé si è gonfiato bene ma tempo di tirarlo fuori purtroppo ha iniziato ad andare giù e così ho deciso anche di sformarlo, operazione difficilissima senza afflosciarlo del tutto, ma la sorpresa è stata il sapore, ottimo direi , un accostamento che nella testa funzionava e anche al palato non ha deluso!
Per concludere, confermo ad Alessandra, che anche il soufflé secondo Fabiana (ossia seguendo la sua ricetta base), si può congelare e cuocere, ho dovuto provarci, perchè la mia macchina fotografica è definitivamente andata e non ho potuto ancora sostituirla con una nuova, vado ancora di smrtphone e quindi.. quando ho cotto i soufflé per la foto, dovevo avere una luce decente, ma non c'erano i commensali che hanno assaggiato la versione surgelata, senza accorgersi di niente,  approvandola appieno, anche se.. me la sono cantata subito, forse per stupire di più!



Soufflé di zucca e robiola con crema di fave fresche e mentuccia romana





Ingredienti
per 8 - 10 mini soufflé

Per il soufflé
300 ML DI PANNA FRESCA
3 CUCCHIAI DI MAIZENA
30 GR DI BURRO (più la q.b. per imburrare gli stampi)
6 UOVA MEDIE FRESCHE
180 GR DI ZUCCA DI CHIOGGIA PULITA (priva di semi e buccia)
70 GR DI ROBIOLA
1 CUCCHIAIO SCARSO DI OLIO EXTRAVERGINE D'OLIVA
1/4 DI CIPOLLA ROSSA DI TROPEA
SALE FINO
NOCE MOSCATA
10 CUCCHIAI ABBONDANTI DI PARMIGIANO REGGIANO GRATTUGIATO per gli stampi 

Per la crema
250 GR DI FAVE FRESCHISSIME SGUSCIATE
1 CUCCHIAIO DI OLIO EXTRAVERGINE D'OLIVA
1 CUCCHIAIO TRITATO DI CIPOLLA ROSSA DI TROPEA 
1 MAZZETTO DI MENTUCCIA ROMANA FRESCA
SALE FINO
ACQUA

Occorrente
STAMPI MINI 8 - 10
PENTOLA
PADELLA ANTIADERENTE
RECIPIENTI
FRULLATORE
FRUSTA MANUALE
GRATTUGIA
SETACCIO
PENNELLESSA
FRULLATORE

Per cominciare con una pennellessa imburrate accuratamente gli stampi, spolverateli con del Parmigiano Reggiano grattugiato e metteteli in frigorifero fino al momento dell'utilizzo.

La crema
In un pentolino versate l'olio ex.d'olivaun quarto di cipolla rossa fatta a pezzetti, accendete a fuoco medio e fate andare qualche minuto, aggiungete le fave sgusciate, rimestate altri due o tre minuti, mettete un po' di sale finoabbondante mentuccia a pezzetticoprite le fave con acqua e portate a bollore.
Non appena bolle abbassate il fuoco e fate cuocere almeno 8 - 10 minuti, poi spegnete, frullate tutto e passate al setaccio, per ottenere una consistenza più vellutata.

Il soufflé
Accendete il forno a 200°gradi.
Tirate fuori dal frigorifero le uova, vanno utilizzate a temperatura ambiente.
In una padella antiaderente versate un cucchiaio d'olio ex. d'olivaun cucchiaio di cipolla di Tropea (triturata con un coltello) fate rosolare uno, due minuti a fuoco basso, aggiungete la zucca a cubettiuna presa di sale fino, coprite con un coperchio e fate cuocere circa 12 - 15 minuti, rimestando di tanto in tanto. 
Quando la zucca risulta morbida, spegnete versate in un recipiente la zucca e schiacciatela con l'aiuto di una forchetta, fino a ridurla in una purea.
Aggiungete alla purea di zucca, aggiungete la robiola, una buona grattugiata di noce moscata e amalgamate tutto con un cucchiaio.

In un recipiente setacciate la maizena e mescolatela con qualche cucchiaio di panna frescail resto della panna versatela in un pentola e portate a bollore.
Raggiunto il bollore versate il mix di maizena e panna, con l'aiuto di una frusta mescolate bene e continuate a cuocere a fiamma bassa fino ad ottenere una crema spessa, spegnete il fuoco ed aggiungete il burro continuando a mescolare con la frusta.
Dividete i tuorli dagli albumi, avendo cura di non toccare gli albumi con le mani e di non sporcarli con il tuorlo.
Versate i tuorli una alla volta nella pentola, sempre mescolando fino a farli incorporare completamente al composto, a questo punto unite il mix di zucca e robiola ed amalgamate bene.
Con lo sbattitore montate a neve gli albumiaggiungeteli poco alla volta al composto di panna maizena robiola e zucca, facendo movimenti dal basso verso l'alto, una volta ottenuto un composto omogeneo riempite gli stampi per 3/4 ed infornate a 200°gradi per 15 - 18 minuti.
Quando si gonfia e l'esterno è dorato e compatto, è pronto.
Poi pregate, perché il soufflé resista all'escursione termica... servite caldi, accompagnati dalla crema, sono una delizia, una nuvola di sapori!


Soufflé di zucca e robiola con crema di fave fresche e mentuccia romana



Note
Il forno è statico non ventilato, di solito specifico quando utilizzo il ventilato, se non ci sono specifiche nelle mie ricette, intendo sempre forno statico.


Con questa ricetta partecipo all'Mtc n.37 





venerdì 14 marzo 2014

Ciambella gluten free

Siamo tutti intolleranti a qualcosa.. al troppo rumore, al traffico, alla persone invadenti, alle imposizioni, alle bugie, alla troppa diplomazia, alla maleducazione e così, anche il nostro corpo nel tempo diventa intollerante, decide di dire basta a qualcosa che non va, che non gli piace.
Capire cosa sia di preciso non è sempre semplice... se per combattere le "intolleranze" della mente spesso basta un'attenta autoanalisi o diverse sedute di psicoterapia, per le intolleranze alimentari ci vogliono delle analisi specifiche, costose e sulla cui attendibilità ci sono molti dubbi.
Possiamo avere intolleranza ad un'alimento per un periodo della nostra vita, poi dopo una buona dieta e l'esclusione dell'alimento incriminato questo stesso nel tempo può essere reintrodotto; al contrario ci sono delle intolleranze permanenti come la celiachia, con cui puoi nascere o che può subentrare nel corso della vita e che va curata, o può causare danni al nostro organismo nel tempo.
C'è, ad ogni modo, un mare magnum di test di ogni specie, per le intolleranze a qualsiasi cosa, per esperienza vi suggerisco di stare molto attenti, rivolgervi a centri accreditati, meglio se pubblici e affidarvi a persone serie.
Ma il consiglio migliore che mi sento di dare è di mangiare sano, perchè parte tutto da lì, ed anche questa non è cosa facile da fare, chissà quanti alimenti NO mettiamo sulle nostre tavole, inconsapevolmente!
Ho avuto la fortuna di sperimentare per anni il vero biologico, i miei nonni erano contadini e so la fatica che c'è dietro la campagna, la variabilità della qualità e quantità del prodotto che dipende dalla natura, dal tempo, dalle cure che gli sono state date e forse, dico forse, le grandi industrie alimentari non possono stare dietro a troppe variabili per far alzare il fatturato, allora si ricorre al pesticida, ad un concime non proprio bio, bisogna raggiungere l'obbiettivo e l'obbiettivo è vendere.
Certo, non per tutte le aziende è così, ma è un pensiero che mi sfiora, quando sono al supermercato davanti al muro di cibo, impacchettato, infiocchettato e che grida lo slogan: "sono sano!"(poi nell'etichetta leggo olio di colza) "sono privo di questo grasso"(poi leggo coloranti) insomma è difficile gestire una buona spesa.
Uno dei modi per mangiare sano, è quello di reperire ingredienti genuini e produrre a casa il nostro cibo, vi assicuro che non fa bene solo al nostro corpo ma anche al nostro animo, parola di Home Made!
Oggi, per il contest di Patty "E senza? E' buono!"vi propongo una ciambella gluten freecon farina di mais e senza lievito chimico, un prodotto da forno semplice da realizzare, ottimo non solo per gli intolleranti al glutine ma buono per tutti.
Ho servito la ciambella accompagnata da una ottima marmellata di lamponi, ma anche mangiata con una bella spolverata di zucchero a velo ed un buon caffè, è ottima!
La ricetta nasce da modifiche fatte ad alcune mie vecchie ricette, per ottenere un prodotto non solo gluteen free, ma anche buono, oggi la propongo in occasione del contest di Patty.



Ciambella gluten free 




Ingredienti
per 2 - 3 persone

2 UOVA MEDIE
80 GR DI ZUCCHERO SEMOLATO
70 GR DI FARINA DI MAIS FIORETTO
40 GR DI AMIDO DI MAIS
115 GR DI YOGURT BIANCO
75 GR DI BURRO MORBIDO DI OTTIMA QUALITÀ (Lurpak per me)
I SEMI DI 1/2 BACCA DI VANIGLIA BOURBON
1/4 DI CUCCHIAINO DI SALE FINO
1 CUCCHIAINO DI BICARBONATO DI SODIO
50 GR DI ZUCCHERO A VELO

Occorrente
TEGLIA DA 18 CM
SETACCIO
RECIPIENTI
SBATTITORE o PLANETARIA


Per cominciare tirate fuori il burro dal frigorifero almeno 20 minuti prima di lavorarlo.
Pesate tutti gli ingredienti e setacciate in un recipiente: farina di mais, amido di mais, il bicarbonato e il sale, mescolando tutto con un cucchiaio.
Accendete il forno a 180°gradi.

In un'altro recipiente versate il burro morbido, lo zucchero e i semi di mezza bacca di vaniglia, montate qualche minuto con lo sbattitore fino ad ottenere una crema bianca ed uniforme, aggiungete le uova una alla volta, continuando ad amalgamare fino a completo assorbimento, versate lo yogurt e gli ingredienti secchi (farina di mais, amido di mais, sale, bicarbonato) setacciati in precedenza, continuate a lavorare fino ad ottenere un composto denso e omogeneo.
Versate in composto nello stampo, precedentemente imburrato, ed infornate a 180°gradi per 25 minuti circa, fate sempre la prova stecchino.
Sfornate lasciate raffreddare, spolverate con zucchero a velo e servite, se vi piace, con un cucchiaio di marmellata di lamponi, ottimo abbinamento!

Ciambella gluten free 



Con questa ricetta partecipo al contest di Patty: "E' Senza? E' Buono!" in collaborazione con "Cose dell'altro pane".



lunedì 10 marzo 2014

Torta di mele con olio extravergine d'oliva senza lievito

Una torta di mele.. va sempre bene!
Colazione, merenda, dopo cena, se poi utilizziamo ingredienti genuini per realizzarla, allora godrete di un dolce perfetto.
La classica torta di mele che preparo sempre è con il burro, trovate qui la ricetta, riscuote sempre un gran successo, ma in vista della primavera ho deciso di sperimentare qualcosa di nuovo, grazie ad una ricognizione tra ricette di zie e nonne, ho fatto degli aggiustamenti di dosi ed ho realizzato una torta di mele morbida e profumata.
Ho utilizzato un buon olio extravergine d'oliva, leggero e con un sapore non invadente, altrimenti rischiate di compromettere il gusto della torta e del semplice bicarbonato per la lievitazione, niente lieviti chimici.
E già, per chi non lo sapesse, un modo per lievitare i dolci senza il noto lievito chimico in bustine è proprio quello di mescolare il classico bicarbonato di sodio con un ingrediente acido, in questo caso lo yogurt, questo favorirà la produzione di anidride carbonica necessaria per la lievitazione in cottura; se poi montate bene l'impasto, inglobando un bel po' di aria, il risultato risulterà eccellente!
Otterrete una torta di mele soffice, leggera, il sapore delle mele farà il resto e vi assicuro che la torta avrà vita breve!

Torta di mele con olio extravergine d'oliva senza lievito





Ingredienti
stampo da 22 cm

180 GR DI FARINA "00"
80 GR DI ZUCCHERO SEMOLATO BIANCO
50 GR DI ZUCCHERO MUSCOVADO
3 UOVA
100 GR DI YOGURT BIANCO
40 GR DI LATTE FRESCO
85 GR DI OLIO EXTRAVERGINE D'OLIVA LEGGERO
SEMI DI 1/2 BACCA DI VANIGLIA BOURBON
BUCCIA GRATTUGIATA DI 1/2 LIMONE NON TRATTATO
1 CUCCHIAINO DA THE' DI BICARBONATO DI SODIO
1/4 DI CUCCHIAINO DA THE' DI SALE FINO
2 MELE GRANDI FUJI
40 GR DI ZUCCHERO A VELO


Occorrente
STAMPO DA 22 CM
RECIPIENTE
CARTA FORNO
SBATTITORE o PLANETARIA
GRATTUGIA
SETACCIO

Per cominciare pesate tutti gli ingredienti, setacciate in un recipiente la farina, il bicarbonato, il sale e mescolate con un cucchiaio.
Accendete il forno a 180°gradi.

In un'altro recipiente, versate lo zucchero semolato, lo zucchero muscovado, le uova, grattugiate la buccia di mezzo limone e aggiungete i semini di mezza bacca di vaniglia (incidendo la bacca nel senso della lunghezza e raschiando i semini con un coltello) iniziate a montare con lo sbattitore almeno per 10 minuti.
Una volta ottenuto un composto gonfio e spumoso, aggiungete, sbattendo a velocità minima, l'olio extravergine d'oliva a filo, lo yogurt e il latte, fate amalgamare tutti gli ingredienti per qualche minuto, poi spegnete e tenete da parte l'impasto, intanto rivestiste lo stampo per la torta, con carta da forno.
Sbucciate le mele, eliminate il torso, dividetele in quattro grandi spicchi e poi affettatele sottilmente, partendo dal lato corto, aggiungete una mela nell'impasto, mescolando con un cucchiaio e utilizzate l'altra per decorare.
Versate l'impasto nello stampo rivestito, distribuitelo in modo uniforme, aggiungete le fettine di mele sopra, formando cerchi concentrici.
Infornate a 180° gradi per 35 minuti circa.
Fate la prova stecchino per vedere se la torta è cotta, sfornate e lasciate raffreddare, sformate e spolverate con zucchero a velo.


Torta di mele con olio extravergine d'oliva senza lievito



Consigli
Potete aggiungere anche un'altra mela all'impasto, dipende dai vostri gusti.
Se non avete la carta da forno potete imburrare lo stampo.